Idrokinesiterapia cos’è e che benefici porta?




Conosciamo meglio l’idrokinesiterapia:

Se ti stai chiedendo cos’è  l’idrokinesiterapia e a cosa serve devi sapere che è una terapia utilizzata in ambito riabilitativo.

Di base prevede l’esercizio in acqua per fa vivere al paziente un’esperienza completa, coinvolgendo  più sistemi corporei in un solo trattamento, prendendo la sfera:

  • motoria
  •  psicologica
  • intellettiva
  • relazionale

L’utilizzo del movimento in acqua permette di anticipare e snellire il percorso terapeutico.

In questo modo si velocizza il recupero funzionale del paziente, che mostra sin dalle prime sedute un miglioramento importante soprattutto dal punto di vista motivazionale.

Una corretta terapia in acqua prevede la supervisione di un medico specialista. Il Medico va a definire un programma personalizzato sul proprio paziente con l’obiettivo di aiutarlo a recuperare da qualsiasi tipologia di infortunio.

Oltre alla sfera rieducativa e riabilitativa, la terapia in acqua risulta utilissima per mantenere uno stato di salute ottimale nelle varie fasce d’età, dall’infanzia alla senilità.

Brevi Cenni Storici

Le origini dell’idroterapia sono antichissime, ne abbiamo richiami fin dall’antico Egitto, da alcuni manoscritti raffiguranti persone impegnate in bagni terapeutici.

Anche Ippocrate e Pitagora usavano l’acqua, sia calda che fredda, nel trattamento di alcune patologia a carico organico e muscolare. In epoca romana cominciarono ad approfondire lo studio delle caratteristiche fisiche e curative dell’acqua e, grazie ai loro studi, vi fu la nascita delle Terme.

Un rallentamento importante vi fu durante il periodo medioevale, fino al XV secolo d.C., a causa del crollo demografico, la povertà, le pandemie e la deurbanizzazione.

La rinascita delle terapie in acqua arriverà nella seconda metà del XVII secolo, grazie al dott. John Floyer, che per primo scrisse le indicazioni mediche dei bagni terapeutici e, successivamente, i dottori Write e Currie, che ne utilizzarono e descrissero i benefici per la cura del vaiolo.

Fu però l’abate Sebastian Kneipp, nella prima metà dell’800, a redigere i primi 56 protocolli di trattamento, trattando in poco più di vent’anni oltre 40.000 pazienti,

Da circa un secolo, in ambito medico, sfruttando le caratteristiche intrinseche di spinta idrostatica e di viscosità, il concetto di “terapia in acqua” è divenuto parte integrante del protocollo curativo di molte patologie.

Dal 1986 nascono in Italia i primi centri riabilitativo per idrochinesiterapia a Torino e Brescia.

In sintesi solo negli ultimi trenta anni però questa branca della medicina riabilitativa ha assunto una sua precisa identità, ed è stata oggetto di studi scientifici e di valutazione critica al fine di dare precise indicazioni mediche e protocolli rieducativi ai quali fare riferimento, nelle svariate patologie.

Principi dell'Idrokinesiterapia

idrokinesiterapia cos'è_blog
  • L’idrochinesiterapia utilizza le caratteristiche fisiche dell’acqua per favorire la riabilitazione. L’acqua riduce notevolmente gli effetti della forza di gravità che rende accettabili le forze di compressione e di taglio sulle articolazioni, offrendo quindi una terapia confortevole, semplice e minimizzandone i rischi.

Ma quali sono i principi sui quali si fonda questa materia?

  • L’acqua sostiene una buona parte del peso corporeo del paziente, creando una diminuzione del carico di lavoro e favorendo la libertà e la fluidità dei movimenti. Basti pensare che un paziente, immerso in acqua fino all’ombelico, avrà un peso pari a circa il 50% del peso terrestre.
  • Il principio di Drag Force (o resistenza fluidodinamica): si intende la forza che si oppone al movimento di un corpo in un fluido. In sintesi, quando ci si muove in acqua in una direzione, l’acqua che spostiamo, avendo un peso, ci fa già da allenamento.
  • Principio di Archimede: 
    Un corpo immerso in un fluido è soggetto ad una forza, diretta verso l’alto e in modo pari al peso del volume di liquido spostato dal corpo immerso. Anche in questo caso, basandoci su questo principio, il galleggiamento del paziente andrà a favorire la distensione muscolare, il rilassamento e la praticità del lavoro del terapista.

A chi si rivolge l'idrokinesiterapia? Pazienti - terapisti

L’idrochinesiterapia è aperta a tutti i pazienti, dai neonati alle persone più avanti con l’età, naturalmente con trattamenti diversi e personalizzati per ogni singola casistica.

È inoltre una terapia caldamente consigliata per iniziare gran parte dei programmi riabilitativi e rieducativi post traumatici e post operatori, utile per recuperare fin dalle prime sedute i movimenti spontanei, grazie alla facilitazione dell’acqua ed alla diminuzione del dolore.

È molto usata nel post operatorio della protesi d’anca, del ginocchio, per pazienti con patologie a carico dei dischi intervertebrali, ernie o protrusioni, per recuperi post chirurgia alla spalla, artrosi e artriti o altri disturbi articolari, acuti o cronici.

In ambito neurologico, viene spesso prescritta dal medico specialista, per il trattamento di tetraplegie, emiplegie o paraplegie, dove ha mostrato risultarti sorprendenti. Non di meno viene utilizzata nel caso di infanti con patologie del sistema nervoso centrale (es. paralisi cerebrale infantile).

 

Quali figure professionali collaborano e coesistono nell’idrochinesiterapia?

Le figure sono molteplici, da quelle diagnostiche a quelle più pratiche, da quelle in studio a quelle in acqua.

 

  • I Medici: ortopedici, fisiatri, pediatri, medici termali, medici di famiglia, psichiatri, neurologi (in ordine puramente casuale), sono tutte figure sanitarie fondamentali per il corretto funzionamento delle terapie. Con visite specialistiche e mirate redigono un protocollo di lavoro utile ai terapisti per mettere in pratica i trattamenti più efficaci.

  • I terapisti: fisioterapisti, massaggiatori MCB, chinesiologi, terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, educatori professionali, terapisti occupazionali (di nuovo, in ordine casuale), sono le figure più “pratiche” della materia, lavorando a stretto contatto con i pazienti, il personale medico e, spesso, in team composti da più figure.

Soprattutto durante le prime sedute, il rapporto terapista/paziente dovrà essere estremamente personalizzato: in moltissimi casi avremo un terapista-un paziente, con un protocollo di lavoro modulato secondo le specifiche e personali esigenze.

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Quali tipi di lavoro si svolgono in acqua?

L’idrochinesiterapia spazia in numerosi campi medici, riabilitativi e professionali, da patologie gravi ed invalidanti, a recuperi funzionali post infortunio a semplice ginnastica dolce per pazienti della terza età.

Entriamo un po’ nel dettaglio:

ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA:

 In ambito ortopedico e traumatologico è particolarmente indicata (se non fondamentale) nelle riabilitazioni che precedono o seguono gli interventi chirurgici per un rinforzo muscolare pre-operatorio o per una ripresa della funzionalità muscolare nel post-operatorio.

Viene spesso prescritta per interventi al ginocchio, alla spalla, per patologia lombari con pressione midollari o per le lesioni da overuse.

NEUROLOGIA:

In ambito neurologico, viene studiato un trattamento ad personam, cablato insieme al paziente ed affidato a figure professionali specializzate in ambito riabilitativo neurologico, con lo scopo di una graduale ripresa della mobilità, della coordinazione e dell’equilibrio.

Viene spesso consigliata per riabilitazioni post lesioni cerebrali, esiti di paralisi cerebrale, per la sindrome di Mowat-Wilson e per i trattamenti dei pazienti affetti da emiplegia.

NEUROCHIRURGIA:

Quando vi è una lezione midollare, la terapia in acqua viene utilizzata per il rinforzo della muscolatura e per restituire al paziente in controllo e la praticità (ove possibile) nelle proprie attività quotidiane. Si pesi agli interventi sulla spina bifida, nella tetraplegia o alcune paraplegie.

PSICOMOTRICITA’: 

Usata spesso per il paziente con problemi psicomotori, per ridare consapevolezza dei movimenti e migliorare il rapporto tra il movimento e lo spazio.

PER PATOLOGIE PIU’ “GENERICHE”: 

Non meno importanti, ma con possibilità di spaziare maggiormente tra i vari protocolli rieducativi. L’idrochinesiterapia è utilizzata per trattare linfedemi, postumi di mastectomia, emofilia, paralisi ostetriche, mal di schiena ed emicrania.

GINNASTICA DOLCE:

Spesso chiamata ginnastica geriatrica, ma non per questo adatta alla sola platea delle persone della terza età. Cade il rapporto di 1vs1 del terapista con il paziente, lasciando spazio a lavori di gruppo aventi scopo il miglioramento della mobilità, la riduzione dei dolori ed il miglioramento della quotidianità.

 

Quali sono le indicazioni terapeutiche?

Le controindicazioni in idrochinesiterapia non sono molte e di frequente si accompagnano a pazienti gravi, ma sono degne di nota ed attenzione. 

 L’idrochinesiterapia potrebbe non risultare benefica e, in alcuni casi, addirittura pericolosa per la salute. Si rende, perciò, fondamentale, una diagnosi medico specialistica prima di iniziare una qualsiasi terapia. È altresì fondamentale, avere le competenze necessarie per affrontare un lavoro in acqua.  

Una cosa certa è che l’età anagrafica non costituisce un limite alle terapie ed i trattamenti.

Tra le controindicazioni troviamo:

  • Insufficienza cardiaca e gravi problematiche pressorie (pericolosità e difficoltà nel monitoraggio esercizio/sforzo e resistenza cardiaca)
  • Insufficienza respiratoria (il paziente spesso manifesta una sensazione di oppressione toracica)
  • Malattie infettive (rischio severo di contaminazione ambientale)
  • Eczemi, ulcere cutanee, piaghe da decubito (rischio di contaminazione dell’acqua e dell’ambiente)
  • Incontinenza urinaria e/o fecale (rischio severo di contaminazione acqua)
  • Infezioni urinarie (rischio incontinenza e quindi contaminazione acqua e ambiente)
  • Gravi turbe psicologiche (difficoltà dipese da attività comportamentali pericolose)
  • Severe ustioni (rischio di contaminazione acqua)
  • Otiti, Sinusiti (peggioramento della sintomatologia)
  • Patologie oncologiche, specialmente in fase avanzata (rischio progressione della patologia)
  • Idrofobia e limitazioni all’ingresso in acqua (rischio severo per la salute psichiatrica del paziente)

Come detto in precedenza, per scongiurare tutte le controindicazioni, sarà sufficiente un accurato controllo medico specialistico prima di iniziare i trattamenti.

Perchè risulta un upgrade non trascurabile per un MCB?

Il Massaggiatore MCB è la figura inserita nell’elenco delle professioni del Ministero della Salute fra le Arti Ausiliarie delle Professioni Sanitarie.

Abilitata ad operare in autonomia, anche in regime di libera professione, nell’ambito del massaggio sportivo e del benessere e, dietro specifica prescrizione medica nell’ambito terapeutico, in collaborazione con le altre figure dell’area sanitaria e riabilitativa.

In un panorama lavorativo in continua evoluzione, con figure professionali sempre più specializzate e, soprattutto, con il quotidiano avanzamento della ricerca in campo riabilitativo e rieducativo, gli upgrades formativi risultano sempre più importanti per l’andamento della carriera lavorativa.

Una buona conoscenza dell’idrochinesiterapia, aprirebbe ad un MCB, molti sbocchi professionali, collaborazioni a 360° con figure in ambito medico e sanitario ed un pacchetto pazienti in continua crescita.

Si stima che negli ultimi 10 anni, le richieste di terapie in acqua (così come quelle per la massoterapia), siano cresciute a livello esponenziale.

Conoscere le terapie in acqua, porterebbe un visibile vantaggio al terapista, come tempi di lavoro, pubblicità, visibilità e felicità dei pazienti.

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Conclusioni

L’idrochinesiterapia, se effettuata con personale esperto e qualificato, in un ambiente protetto ed idoneo, ha sempre riscontrato risultati sovrapponibili a quelli a secco, con la peculiarità di poter essere effettuata sin da subito.

I risultati più soddisfacenti riscontrati dai pazienti riguardano la sensazione di dolore in diminuzione, la facilità di deambulazione e l’accorciamento dei tempi di recupero.

Approfondire l’argomento dovrebbe essere un must per ogni terapista con voglia di professionalizzarsi e di scoprire terapia alternative al lavoro in studio.

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