Contrattura dorsale: come riconoscerla e trattarla




Quando parliamo di contrattura intendiamo una contrazione involontaria, dolorosa e permanente localizzata ad un muscolo.

In questo articolo ci focalizzeremo sulla contrattura dorsale, localizzata neurologicamente tra le vertebre D1 e D12 della colonna vertebrale e localizzata muscolarmente nella porzione posteriore del tronco: tra il collo e i glutei.

Introduzione

I muscoli dorsali hanno un ruolo molto importante nel mantenimento della postura stando semplicemente fermi (postura in statica) o durante le nostre attività quotidiane (postura in dinamica).

Il dorso essendo costituito da muscoli profondi e superficiali permette di esplicare altre importantissime funzioni come la respirazione, contribuendo ad ampliare e ridurre l’ampiezza della gabbia toracica.

L’innervazione dei muscoli intercostali esterni ed interni, infatti, spetta ai nervi intercostali da D1 a D11.
Essendo costantemente attivi e sottoposti alla forza di gravità per mantenerci in postura, sono muscoli molto forti ma anche più predisposti alle contratture.
Analizzando meglio queste ultime, dobbiamo far cenno alle lesioni muscolari nelle quali rientrano le contratture.

Le contratture rientrano in una categoria di lesioni muscolari senza danno anatomico, diversamente da come sarebbe se parlassimo di uno stiramento o strappo.

Lo stiramento, infatti, è una forma di danno di media gravità con interessamento di un numero elevato di fibre muscolari.
Mentre, uno strappo è una forma più grave con elevato numero di fibre lese che comporta l’interruzione anatomica del muscolo.

Segni clinici

La contrattura dorsale è spesso classificata e trattata in base alla durata dei sintomi, alla potenziale causa, presenza o assenza di sintomi radicolari e corrispondenti anomalie anatomiche o radiografiche.

Il termine sintomo significa avvenimento, evento, e il sintomo caratteristico della contrattura è il dolore. Rappresenta quindi una sensazione soggettiva di cambiamento nel benessere personale.

Trattandosi di un vissuto soggettivo, non ne risulta possibile un’esatta misurazione di gravità del dolore in modo oggettivo ma è possibile una misurazione della durata.

Una contrattura muscolare produce dolore generalmente alla sospensione dell’attività fisica o a distanza di qualche ora dall’evento traumatico.
Il dolore è definito acuto quando la durata è inferiore a 4 settimane; il dolore cronico quando dura più di 12 settimane.

Dobbiamo fare una distinzione nella valutazione della contrattura tra il sintomo (dolore) e il segno clinico.
È chiamato segno, qualsiasi elemento che venga rilevato da un osservatore esterno e che, in quanto oggettivo, può essere misurato.

Un esempio di segno clinico dorsale?
Una ridotta mobilità articolare e maggior rigidità nei movimenti quotidiani.
I normali movimenti di flesso/estensione e rotazione della colonna vengono meno e sono ridotti rispetto ai loro fisiologici gradi di ampiezza che sono misurabili.

Cause e fattori di rischio

Come dicevamo all’inizio, le contratture muscolari fanno parte di lesioni muscolari senza danno anatomico.
Quando si verifica un trauma diretto o indiretto, il muscolo perde una delle sue proprietà caratteristiche, creando un’alterazione delle sue fisiologiche funzionalità. Il muscolo, quindi, perde una delle sue caratteristiche principali quali: forza, resistenza, prontezza e velocità.
Il trauma diretto è dovuto ad un trauma esterno, la lesione quindi è determinata da una forza che agisce dall’esterno in uno o più punti del muscolo, come può accadere negli sport di contatto.

L’entità del danno dipende dall’intensità dell’impatto, dallo stato di contrazione muscolare, dal punto su cui agisce la forza nonché dall’età e dalle condizioni generali di salute del paziente (per esempio la presenza di patologie associate o fragilità ossea).

Il trauma indiretto si verifica per effetto delle sollecitazioni in trazione sulle fibre muscolari, spesso a causa di condizioni di affaticamento (sport eccessivo) o in cui il muscolo oltrepassa i limiti i suoi di elasticità (poco allenamento).

Conoscendo le cause notiamo come le contratture possono essere frequenti sia negli atleti sottoposti ad allenamenti eccessivi sia, al contrario, nelle persone poco allenate che si sottopongono a uno sforzo non commisurato alla loro forma fisica.

La contrattura causa un irrigidimento muscolare che si può avvertire anche a distanza (il giorno dopo) e una sensazione di dolore.
Le zone più interessate a livello dorsale includono: capo, collo, spalle (trapezio superiore), dorso fino alla zona lombare.

Diagnosi contrattura dorsale

Per conoscere l’entità del problema e poter fare una previsione dei tempi di recupero è necessario conoscere il tipo di lesione.
In questo caso ciò che aiuta sono gli strumenti diagnostici strumentali e manuali.

La diagnosi è competenza medica, che produce a seguito di un esame diagnostico, un referto.
Gli esami strumentali utilizzati sono diversi.

Partendo da quelli di prima linea abbiamo l’ecografia.
L’ecografia è un esame non invasivo, che utilizza ultrasuoni emessi da sonde applicate sulla pelle del paziente.
È il più indicato in questo caso per individuare in modo più preciso la localizzazione della lesione e per escludere altri tipi di lesioni muscolari che presentano sintomi simili ma non uguali, come lo stiramento o strappo muscolare.

Come è possibile riconoscere una contrattura muscolare senza esame strumentale?

Un importante strumento diagnostico è il contatto fisico con il paziente e l’esame visivo.
Con la palpazione muscolare e l’osservazione possiamo percepire la presenza di una rigidità o eccessiva contrazione di un muscolo, soprattutto se confrontata con il controlaterale o con zone adiacenti (esempio zona cervicale o lombare).

L’assenza di gonfiore, tumefazioni, ematomi o alterazioni funzionali ci indicano l’assenza di lesione anatomica quindi l’esclusione di condizioni più gravi.

Trattamento contrattura dorsale

Dopo ecografia o una visita accurata il medico produce un referto diagnostico in cui è presente un report degli eventuali danni e della situazione anatomica del muscolo esaminato. Il referto è un documento di grande importanza per poter indirizzare il paziente dal professionista più adeguato e utile per i professionisti nel pianificare un programma terapeutico adatto.

Un programma terapeutico si crea scegliendo il tipo di trattamento o i tipi di trattamento che porteranno alla risoluzione della problematica dolorosa.
Un programma riabilitativo per contrattura dorsale prevede tempistiche di 15/20 giorni con trattamenti a cadenza settimanale la cui frequenza sarà valutata dal professionista.

Nell’immediato, cioè nelle prime ore successive alla contrattura, possono essere utili degli impacchi caldi: il calore, infatti, agisce da vasodilatatore favorendo l’apporto di sangue e nutrienti ai muscoli.

Il professionista effettuerà un’anamnesi di raccolta dati e abitudini del paziente e una valutazione fisica iniziale.
La prima visita è una delle più importanti per poter intervenire non solo sulla sintomatologia dolorosa ma anche sulle abitudini quotidiane.

Tra i trattamenti che il medico può proporre ci sono: Massoterapia, Linfodrenaggio, Tecar terapia, ultrasuoni e analgesici se necessario.

La massoterapia è una tecnica manuale volta a migliorare la circolazione e le condizioni trofico-metaboliche locali e ridurre le contratture muscolari.
Si avvale di sfioramento, impastamento, frizione e percussione per ridurre dolore, contratture e migliora le condizioni biologiche tissutali.

Il linfodrenaggio viene usato in tutte quelle contratture in cui la massoterapia è sconsigliata per patologie associate o in presenza di ernie dorsali sensibilizzanti.

La Tecar e l’ultrasuono sono macchinari che in combinazione alla terapia manuale e al movimento circolatorio d’utilizzo, agiscono in profondità nei tessuti sottostanti.

Viene sfruttato rispettivamente la potenza del campo magnetico (TECAR) o delle onde sonore ad alta frequenza (ultrasuono terapia) per l’uso terapeutico.

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Come si può mantenere in salute il tratto dorsale?

Il trattamento professionale è essenziale per la risoluzione completa della contrattura, ma deve essere associato all’eliminazione della causa scatenante.
La prevenzione, come atto di impedire che avvenga, mira a scongiurare cose che accadrebbero se non si intervenisse.

Dall’epidemiologia del dolore si può intervenire con correzioni di gesti quotidiani per impedire eventuali conseguenze e complicanze.

Una volta che il dolore è passato è bene seguire alcune semplici indicazioni, che possono aiutare a prevenire l’insorgenza di nuove contratture.

Per evitare di sottoporre il muscolo a uno stress eccessivo è importante ricordarsi di svolgere sempre esercizi di stretching e riscaldamento sia in caso di attività sportiva, sia in caso di movimenti a cui non si è abituati, come il sollevamento di grossi pesi.

Uno dei rimedi immediati da associare per guarire da una contrattura è il trattamento conservativo, ossia il riposo, che solitamente va mantenuto per almeno i primi 4-7 giorni.

Cercare di accelerare le tempistiche di guarigione sforzando il muscolo prima del suo pieno ripristino funzionale non è solo inutile, ma spesso anche controproducente.

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Conclusioni

Il dolore dorsale è un motivo comune per consultare un medico generico.

Per l’80% dei pazienti, il mal di schiena (tratto dorsale) non è specifico.

Il mal di schiena dorsale specifico ha una causa determinabile che deve essere identificata rapidamente.
L’iter diagnostico per chiarire il dolore prevede un’anamnesi dettagliata del paziente che tenga conto delle “bandiere rosse”, un esame clinico e un’ulteriore diagnostica graduale.

Dopo aver individuato ed essersi accertati sia contrattura muscolare, ovvero, lesione muscolare senza danni anatomico, ci si può rivolgere ad un professionista che sceglierà il trattamento più adatto.

Fattori biologici, psicologici e sociali portano il dolore alla cronicità e, in definitiva, a vari esiti avversi.

Gli strumenti più importanti per la prevenzione del mal di schiena risiedono nella riabilitazione dopo il trattamento del dolore acuto e comprendono l’esercizio e l’allenamento fisico, nonché l’educazione sanitaria quale l’aumento dei rimedi sanitari.

La natura bio-psico-sociale del mal di schiena deve essere presa in considerazione in tutte le misure preventive.

Lavori sedentari, il tipo di attività fisica impattante o eccessiva, l’utilizzo di pesi eccessivi (borse pesanti o zaini), stress psicofisico, inadeguato riscaldamento possono contribuire a peggiorare la sintomatologia

La diagnosi, il trattamento e il follow-up continuo del paziente con mal di schiena dorsale localizzato sono interdisciplinari e richiedono una stretta comunicazione con gli specialisti di riferimento.

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